• Serena Berneschi

Compendio di Tecnica Vocale

Aggiornato il: 2 mag 2019

Nella mia (seppur breve) carriera di cantante ed insegnante di canto ho notato che esiste una grande confusione terminologica su molti dei termini legati alla didattica e alla tecnica vocale. Troppo spesso nel canto si scambiano le "immagini" - peraltro molto utili ai fini didattici - con ciò che realmente avviene durante la fonazione a livello della laringe, del mantice polmonare e del vocal tract.


Scrivendo il mio libro in uscita nel 2019 sulla cantante jazz Carmen McRae è perciò sorto in me il desiderio (oltre che la necessità) di scrivere questo piccolo compendio, che d'ora in poi utilizzerò con i miei allievi e che spero potrà chiarire le idee a qualche studente di canto. Nella speranza di essere più chiara ed esaustiva possibile ho inoltre inserito nell'articolo alcuni brani a mio avviso esemplificativi delle varie tecniche e dei registri vocali qui descritti. Come indicato in bibliografia, mi sono basata sul percorso di studi fatto in questi 11 anni, sui vari metodi che ho studiato e sul materiale che avevo a disposizione. In caso ci fossero degli errori e delle imprecisioni sarei felice se qualche collega volesse dare il suo contributo con delle critiche costruttive, sempre nella consapevolezza che è più importante "saper fare" piuttosto che imparare cose in maniera meramente sterile, senza riuscire a metterle in pratica in maniera artistica.


  • Affondo laringeo: Si tratta di una tecnica che, attraverso un importante abbassamento della laringe, l'ampliamento dello spazio faringeo e l'arrotondamento e l'ipertonia delle labbra, realizza un ampliamento oltre che un allungamento dello spazio di risonanza, con il conseguente effetto di ridurre le caratteristiche di brillantezza di una voce, accentuandone il timbro scuro e la portanza. L'affondo viene spesso utilizzato dalle voci intermedie (come ad esempio i mezzosoprani) per accentuare il timbro scuro della voce, ovviamente a scapito dell’omogeneità timbrica.


Nella sua versione del 1990 dello standard jazz "Misty" Sarah Vaughan utilizza questa tecnica nella sezione B del secondo chorus, nella quale canta la melodia all'ottava bassa.



L’attacco glottale (o di glottide) è una modalità ipercinetica di inizio dell’emissione vocale. Nell'attacco di tipo glottale non si ha una adduzione “dolce” e completa delle corde vocali: al contrario, queste vengono addotte sulla linea mediana durante un momento di apnea chiusa (ovvero una sospensione del flusso aereo a corde avvicinate). Questo attacco si accompagna talvolta ad una costrizione delle false corde di vario grado: in tal caso ciò porta a percepire un attacco del suono duro e brusco, simile ad un piccolo colpo di tosse (non a caso si parla di “colpo" di glottide).

Se accompagnato dalla costrizione delle false corde, l'attacco glottale è tra le cause più frequenti di tramautismo cordale acuto e a lungo andare può causare lesioni cordali.


Nel brano "Firework", la cantante Katy Perry utilizza questa modalità nell'inciso, in corrispondenza delle parole "own", "ah" e "awe".






Growl (lett.“ringhio”): è una tecnica vocale detta estrema o sovraglottica. Minaccioso e profondo, dal punto di vista fisiologico consiste - oltre alla vibrazione delle pliche vocali nella vibrazione delle cartilagini aritenoidi - in una lieve attività falsocordale, con posizione della laringe e della lingua bassa ed adduzione cordale incostante o incompleta.


Nella sua interpretazione del brano "I'd rather go blind" Beyonce utilizza più volte tale tecnica, ad esempio in corrispondenza delle parole "saw", "deep", "rather", " so much", "all", "just", "reflection", "baby", "blind" e "walk".



Nel brano "And I Am Telling You I'm Not Going" Jessica Hudson utilizza tale tecnica in maniera quasi esclusiva a partire dal minuto 2.12 circa fino al minuto 4.10 circa.



Malmenage: per malmenage vocale si intende una produzione vocale non corretta, che può quindi causare l'insorgere di patologie vocali.


M1 (meccanismo laringeo M1): si tratta di un registro vocale anche definito “voce piena”, “meccanismo pesante”, “registro modale” oppure “voce di petto”.

In tale registro a essere determinante è l'azione del muscolo tiroaritenoideo interno o muscolo vocale (il quale costituisce lo strato più profondo del body cordale) che accorcia e aumenta la massa delle corde vocali, regolando la produzione dei toni gravi. Tale registro viene anche definito “massa spessa” (Estill Voice Training), poiché qui a vibrare è l'intera superficie delle corde vocali. Dal punto di vista timbrico è caratterizzato da un suono potente, corposo e rotondo. L'M1 è inoltre il meccanismo più utilizzato nella voce parlata.


Il secondo ed il terzo ritornello del cavallo di battaglia di Whitney Houston "I Will Always Love You" sono brillanti esempi di utilizzo del meccanismo M1: se la cantante canta il primo ritornello in maniera più delicata e leggera utilizzando il meccanismo 2, in seguito sale di dinamica ed utilizza prevalentemente il meccanismo 1.



M2 (meccanismo laringeo M2): si tratta di un registro vocale anche definito “meccanismo leggero”, oppure più volgarmente “falsetto” o “voce di testa”. In tale registro vocale entra in azione il muscolo cricotiroideo, che permette il basculamento anteriorizzato della cartilagine tiroidea sulla cartilagine cricoidea e determina la tensione, l'allungamento e l'assottigliamento delle corde vocali, regolando la produzione dei toni acuti. In questo registro vocale a vibrare è quindi esclusivamente il bordo libero (o cover) delle corde vocali ovvero lo strato più superficiale di esse. Tale registro viene definito anche “massa sottile” (Estill Voice Training), poiché qui la massa muscolare vibrante delle corde vocali è estremamente piccola: ciò significa che le corde vocali vibrano solo nella loro parte superficiale (cover) e che il muscolo vocale non prende parte alla vibrazione. Dal punto di vista timbrico il suono del M2 è chiaro e leggero, falsettato ed armonicamente povero soprattutto nelle frequenze medio-gravi.

Il primo ritornello di "I Will Always Love You" è un perfetto esempio di utilizzo del meccanismo M2.


Passaggio di registro: come suggerisce il termine stesso, il passaggio di registro è il punto critico in cui le corde vocali "passano" improvvisamente da un registro vocale (ovvero da un meccanismo vibratorio) all'altro. Se i cantanti professionisti sono in grado di mascherare abilmente il passaggio di registro, nella voce non esperta questo passaggio risulta invece evidente e può portare talvolta a break vocali involontari, ovvero a brusche rotture del suono (ciò che chiamiamo "stecca"). Il passaggio di registro può tuttavia essere mascherato e "addolcito" con l'ausilio di una corretta tecnica vocale.

Le pliche vestibolari - o come vengono definite in gergo false corde vocali - sono delle spesse pieghe della mucosa cordale, poste a protezione delle corde (o pliche) vocali stesse (spesso definite corde vocali vere, in contrapposizione alle false). Nella loro posizione retratta, le pliche vestibolari fanno sì che le corde vocali vere vibrino liberamente. Capita però che le false corde vadano a costringere, a chiudersi sulle corde vocali vere: in tal caso si parla di “costrizione delle false corde”. Tale costrizione comporta a livello acustico una distorsione, uno sporcamento del suono della voce. La costrizione delle false corde vocali può avvenire in maniera del tutto involontaria o istintiva (ad esempio come reazione ad una situazione di pericolo), ma tale meccanismo può anche essere appreso e di conseguenza utilizzato come effetto espressivo integrativo della performance vocale.


Nel brano di Ivano Fossati "E non finisce mica il cielo" (presentato al Festival di Sanremo del 1982) Mia Martini utilizza più volte tale tecnica, ad esempio in corrispondenza delle parole "vedo", "me", "se", "farà", "te".





Invece nel brano "Dedicato" Loredana Bertè utilizza questa tecnica quasi continuativamente.



Registro misto: nel passaggio dai toni più gravi ai più acuti, alle dinamiche di maggior tensione del muscolo tiroaritenoideo interno (che entra in azione nel M1, gergalmente definito “voce piena”) subentrano gradualmente dinamiche di maggior tensione del muscolo cricotiroideo (che entra invece in azione nel M2, gergalmente definito “falsetto”). Il registro misto consiste quindi in un delicato equilibrio tra competenze muscolari: quando non si riesce a modulare bene questo passaggio, si verificano dei break vocali.


Il brano "Come Saprei" di Giorgia è a mio avviso un brillante esempio di registro misto.




Speech: si tratta di una qualità vocale Estill Voice Training (EVT), altrimenti denominata “voce modale” dagli scienziati della voce. Si può ad esempio ascoltare nel parlato di tutti i giorni (soprattutto nella voce dei presentatori televisivi e degli annunciatori radio). Fisiologicamente è caratterizzato da una massa cordale spessa, dalla presenza dell'attacco glottale, da una posizione della laringe e della lingua media e dal velo palatino (palato molle) alto. Tale qualità rende meglio nella parte più grave dell'estensione vocale e non è esteticamente piacevole nel range più acuto.

Nell' esecuzione dello speech l'eccessiva pressione glottica e la mancata retrazione delle false corde possono inoltre causare un eccessivo sforzo vocale, che potrebbe condurre all'insorgere di lesioni cordali.


In "Oggi sono io" Alex Britti utilizza quasi esclusivamente questa qualità vocale (ad eccezione delle note più acute dell'inciso (nelle quali utilizza il meccanismo 1 ed il registro misto).



Sob: Qualità vocale Estill Voice Training (EVT). Dal punto di vista timbrico consiste in un suono morbido e scuro che ricorda un pianto sommesso, silenzioso e trattenuto. A livello fisiologico si ottiene mediante un più o meno importante abbassamento della laringe, l'inclinazione della cartilagine tiroidea e la retrazione delle false corde (più propriamente dette pliche vestibolari), oltre che con una massa cordale sottile. Una variante del sob è il cosiddetto cry, che si differenzia da esso per la posizione della laringe più alta: conseguentemente, dal punto di vista acustico anche il cry ricorda un pianto, ma è più chiaro timbricamente rispetto al sob.


Il brano "Sweet Love" cantato da Anita Baker è un perfetto esempio di utilizzo della qualità vocale del sob.



Surmenage: per surmenage vocale si intende una produzione vocale eccessiva. Anche in caso di corretta tecnica vocale, il surmenage può causare l'insorgere di patologie vocali.


Twang: qualità vocale Estill Voice Training (EVT), è caratterizzata dalla contrazione dello sfintere ari-epiglottico, postura che crea un restringimento dello spazio epilaringeo, che quindi agisce come risuonatore ulteriore e distinto. In questa qualità il tratto vocale è molto piccolo a causa della laringe e della lingua, entrambe alte. A livello timbrico il twang si caratterizza per il suo suono estremamente squillante e penetrante, ricco di armoniche medio-alte.


Uno dei più magistrali esempi di twang è il brano "Think", cantato dalla leggendaria Aretha Franklin: nella prima parte del brano la cantante utilizza il twang soprattutto nelle note più acute del ritornello (come in corrispondenza della parola "freedom"); mentre a partire dalla seconda strofa in poi lo utilizza praticamente sempre.



Vibrato: Il vibrato è un'abbellimento che nasce da fluttuazioni nel tempo della frequenza, dell’intensità e del timbro della voce. Nell'esecuzione del vibrato è possibile individuare due tendenze principali ed opposte: il vibrato a bassa frequenza, ovvero quello ampio e largo (talvolta considerato inestetico nel canto lirico ed assimilabile al “ballamento di voce”) ed il vibrato ad alta frequenza, ovvero “stretto” ed assimilabile a un tremolo, talvolta talmente eccessivo da essere definito anche “voce caprina”.

Il vibrato a frequenza intermedia è invece tipico del cantante esperto che ha appreso un equilibrato e tonico controllo della respirazione ed una discreta scioltezza articolatoria a livello della laringe, della mandibola, della lingua e del labiale.


Non credo siano necessari esempi musicali di vibrato, ma allego comunque due brani (uno cantato da Stevie Wonder e l'altro da Donny Hathaway) nei quali a mio parere l'utilizzo del vibrato rende tutto più magico.





Il Vocal fry (lett. “frittura vocale”) o M0 (meccanismo laringeo M0) è il suono più grave dell’estensione vocale. Questo registro vocale costituisce per le pliche vocali (ed in particolare per il muscolo tiroaritenoideo interno o muscolo vocale) un vero e proprio rilassamento, poichè endoscopicamente è caratterizzato da una massa cordale accorciata, spessa e lassa. Dal punto di vista didattico può essere utilizzato per saggiare lo stato di viscosità delle corde vocali e per pulirle da eventuali depositi di muco. Una corretta esecuzione del vocal fry (la quale prevede una retrazione delle false corde) è inoltre un indicatore di salute vocale.


Nello standard jazz "If I Should Lose You" Carmen McRae utilizza il vocal fry anche all'interno del brano, ad esempio in corrispondenza dei termini "should", "mourning", "with you beside me", "and I" ed infine "in vain".




Breve Bibliografia del Glossario

  • Estill Voice Training Livello Uno, 2012 Estill Voice International

  • Estill Voice Training Livello Due, 2012 Estill Voice International Franco Fussi,

  • L'attacco vocale e il Filato, Voce Artistica, articoli didattici

  • Franco Fussi e Sarah Jane Ghiotti, Il canto tra terminologia e didattica, Voce Artistica, articoli didattici

  • Franco Fussi e Sarah Jane Ghiotti, Il canto tra terminologia e didattica Parte II, Voce Artistica, articoli didattici

  • I meccanismi laringei nella fisiologia dei registri e nella riabilitazione, tavola rotonda sulla Voce Artistica (moderatore il foniatra Franco Fussi) 30 Settembre 2017, XXXVI Congresso del SIAF (Società Italiana Audiologia e Foniatria), Centro Didattico Politecnico S.Maria alle Scotte di Siena

  • ESTILL VOICECRAFT Livello 1 & 2 (Roma, 14-15-16 Novembre 2014, 17-18 Gennaio 2015)

  • "Ali & Abissi", seminario sulle voci estreme (M0 ed M3) con Erika Biavati ed Eleonora Bruni Pesaro, 2-3 Maggio 2015)

  • Corso semestrale di "Fisiopatologia dell'esecuzione vocale" con la Foniatra Roberta Vannucchi (Conservatorio "P.Mascagni" di Livorno, 2016)

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