• Serena Berneschi

Compendio fisiologico e percettivo di Tecnica Vocale

Aggiornato il: ago 25

Nella mia (seppur breve) carriera di cantante e insegnante di canto ho notato che esiste una grande confusione terminologica su molti dei termini legati alla didattica e alla tecnica vocale. Troppo spesso nel canto si scambiano le "immagini" - peraltro molto utili ai fini didattici - con ciò che realmente avviene durante la fonazione a livello della laringe, del mantice polmonare e del vocal tract.


Scrivendo il mio libro in uscita nel 2020 sulla cantante jazz Carmen McRae è perciò sorto in me il desiderio (oltre che la necessità) di scrivere questo piccolo compendio, che d'ora in poi utilizzerò con i miei allievi e che spero potrà chiarire le idee a qualche studente di canto. Nella speranza di essere più chiara ed esaustiva possibile ho inoltre inserito nell'articolo alcuni brani a mio avviso esemplificativi delle varie tecniche e dei registri vocali qui descritti. Come indicato in bibliografia, mi sono basata sul percorso di studi fatto in questi 12 anni, sui vari metodi che ho studiato e sul materiale che avevo a disposizione. In caso ci fossero degli errori e delle imprecisioni sarei felice se qualche collega volesse dare il suo contributo con delle critiche costruttive, sempre nella consapevolezza che è più importante "saper fare" piuttosto che imparare cose in maniera meramente sterile, senza riuscire a metterle in pratica in maniera artistica.

Ringrazio per il loro contributo la vocologa artistica Loredana Lubrano e la Dottoressa Roberta Vannucchi, mia foniatra ed ex prof di Fisiopatologia dell'esecuzione vocale.


Affondo laringeo: si tratta di una tecnica che, attraverso un importante abbassamento della laringe nel collo, l’ampliamento dello spazio faringeo e l’arrotondamento e l’ipertonia delle labbra, realizza un ampliamento oltre che un allungamento dello spazio di risonanza. L’effetto è quello di ridurre le caratteristiche di brillantezza di una voce, accentuandone il timbro scuro. L’affondo – che in genere si associa a un’importante stabilizzazione del diaframma in posizione bassa – se non ben bilanciato riduce la motilità della lingua rendendo il suono “ingolato”.

Nella sua versione del 1990 di "Misty", noto standard jazz, Sarah Vaughan utilizza questa tecnica nella sezione B del secondo chorus, nella quale canta la melodia all'ottava bassa.

  • Attacco vocale brusco o glottale (EVT): l’attacco di glottide è – per dirla con le parole di Franco Fussi – «una modalità ipercinetica di inizio dell’emissione, in genere accompagnata da fonazione pressata, spinta, caratterizzata dal fatto che le corde vocali si adducono sulla linea mediana e vengono tenute accollate tra loro durante un momento di apnea chiusa (cioè sospensione del flusso aereo a corde avvicinate)». In tale principio del suono, afferma Fussi, sia ha spesso anche una più o meno lieve attività falsocordale. Secondo l’EVT nell’attacco glottale – che è tipico dello speech ed eseguito con “massa spessa” delle corde vocali – «la chiusura [delle pliche vocali] precede il flusso d’aria». Caratterizzato da un inizio di suono duro e incisivo, nella didattica EVT l’attacco glottale è spesso praticato con suoni vocalici. Se accompagnato dalla costrizione delle false corde (vedi sotto), l'attacco glottale è tra le cause più frequenti di tramautismo cordale acuto e a lungo andare può causare lesioni cordali.


Nel brano "Firework", la cantante Katy Perry utilizza questa modalità nell'inciso, in corrispondenza delle parole "own", "ah" e "awe".


  • Attacco vocale morbido e corretto o simultaneo (EVT): è il tipo di attacco vocale che richiede la spesa vocale minore; potremmo quindi dire che è il più “sano” e consigliabile dal punto di vista fisiologico. Come spiega Franco Fussi, in tale tipo di attacco «una modesta pressione sottoglottica si accoppia con una adduzione “dolce” e completa delle corde vocali». Per dirla nel linguaggio EVT, qui «l’espirazione e il movimento di chiusura delle corde vocali avvengono simultaneamente»: si ha quindi una sincronia fra passaggio dell’aria attraverso la glottide e adduzione delle pliche vocali. Ciò che si ottiene a livello acustico mediante l’utilizzo dell’attacco simultaneo è un principio dell’emissione sonora dolce, delicata e morbida: tant’è che nella didattica vocale EVT si fa spesso riferimento alla parola “you” come esempio di attacco vocale simultaneo. Per facilitarne l’apprendimento molti maestri ricorrono anche all’utilizzo dell’attacco aspirato, con una graduale riduzione dell’udibilità della consonante “h” iniziale.

Nel brano "You Are The Sunshine of My Life", la leggenda della musica Stevie Wonder - così come i suoi coristi nella prima strofa - utilizzano quasi esclusivamente l'attacco vocale simultaneo.


  • Attacco vocale soffiato o aspirato (EVT): prendendo a prestito la definizione di Franco Fussi, possiamo dire che nell’attacco soffiato «l’adduzione delle corde è (per motivi tecnici o patologici) incompleta». Fra i motivi patologici che conducono all’attacco soffiato possiamo citare sia un deficit adduttorio dovuto a lesioni organiche del bordo libero delle corde vocali che un fenomeno di aging (avanzare dell’età), ma tale principio dell’emissione sonora può essere anche una scelta stilistica. Nell’attacco soffiato, continua Fussi, si ha un iniziale passaggio di aria «tra corde non completamente chiuse e la vibrazione cordale inizia quando il livello di pressione sottoglottica fornita supera un certo valore o quando la tensione di accollamento cordale aumenta». Per dirla con termini EVT (che distingue ulteriormente fra attacco aspirato brusco e graduale), in tale tipo di attacco «l’espirazione inizia prima che si chiudano le corde vocali, bruscamente o gradualmente». Nell’attacco soffiato è possibile percepire un’udibile fuga d’aria iniziale, che determina sia una riduzione del tempo massimo di fonazione (e una quindi maggiore difficoltà nel sostegno espiratorio) che una maggiore secchezza della mucosa cordale. Per dirlo con termini più semplici, l’attacco soffiato si caratterizza per un inizio dell’emissione che potremmo definire arioso, soffuso, sabbiato, velato o sussurrato. Nella didattica vocale EVT si fa spesso riferimento a parole che iniziano con una “h” come esempio di attacco vocale aspirato.

Il brano "Don't Know Why" di Jesse Harris reso celebre dalla cantante Norah Jones è un brillante esempio di tale modalità di inizio dell'emissione sonora.


  • Colpo di glottide: altamente abusivo per le corde vocali, il colpo di glottide è il «grado estremo di attacco brusco su emissioni di elevatà intensità in modalità ipercinetica»; esso può portare nel tempo a traumatismo cordale acuto oltre che all’insorgere di lesioni del bordo libero delle pliche vocali. A livello sonoro si caratterizza per un esordio di suono vocale duro e brusco, che ricorda un piccolo colpo di tosse.

Nel brano Ain’t Nobody’s Business If I Do (At The Great American Music Hall, 1976) Carmen McRae utilizza un colpo di glottide in particolare nell’incipit delle strofe, ovvero delle parole (and) if I (nelle prime due strofe in particolare) e nella prima parte dello scat.


  • Growl (lett. “ringhio”): è una tecnica vocale detta estrema o sovraglottica. Minaccioso e profondo, dal punto di vista fisiologico consiste – oltre alla vibrazione delle pliche vocali nella vibrazione delle cartilagini aritenoidi – in una lieve attività falsocordale, con posizione della laringe e della lingua bassa e adduzione cordale incostante o incompleta.


Nella sua interpretazione del brano "I'd rather go blind" Beyonce utilizza più volte tale tecnica, ad esempio in corrispondenza delle parole "saw", "deep", "rather", " so much", "all", "just", "reflection", "baby", "blind" e "walk".



Nel brano "And I Am Telling You I'm Not Going" Jessica Hudson utilizza tale tecnica in maniera quasi esclusiva a partire dal minuto 2.12 circa fino al minuto 4.10 circa.


  • Estensione vocale: è l'ambito di suoni, dal più grave al più acuto, che la voce umana può produrre, generalmente variabile tra circa 80 Hz e i 1500 Hz. Viene definita estensione l’insieme delle frequenze che un individuo riesce a produrre (in genere due o tre ottave) e tessitura l’escursione frequenziale della voce cantata, i cui limiti variano in rapporto al tipo di registro con cui la voce viene prodotta.

  • Malmenage: per malmenage vocale si intende una produzione ad alto costo vocale.

  • M1 (meccanismo laringeo M1): si tratta di un registro vocale anche definito “voce piena”, “meccanismo pesante” o “registro modale”, o anche “voce di petto” (ingl. “chest voice”). In tale registro è determinante l’azione del muscolo tiroaritenoideo interno o muscolo vocale (il quale costituisce lo strato più profondo del body cordale) che accorcia e aumenta la massa delle corde vocali regolando la produzione dei toni gravi. Tale registro viene anche definito “massa spessa” (Estill Voice Training), poiché qui a vibrare è l’intera superficie delle corde vocali. Dal punto di vista timbrico è caratterizzato da un suono potente, corposo e rotondo. L’M1 è inoltre il meccanismo più utilizzato nella voce parlata, tant’è che nel EVT corrisponde allo speech. Qui l’attacco utilizzato in prevalenza è quello glottale.


Il secondo e il terzo inciso di "I Will Always Love You", cavallo di battaglia di Whitney Houston sono brillanti esempi di utilizzo del meccanismo M1: se la cantante canta il primo inciso del brano in maniera più delicata e leggera utilizzando il meccanismo 2 (vedi sotto), in seguito sale di dinamica e utilizza prevalentemente il meccanismo 1, registro vocale più "pieno" e "potente".



Una modalità analoga è utilizzata da Lady Gaga nel brano "I'll Never Love Again": se il primo inciso è da lei cantato in M2 (quindi in modo più dolce, delicato, soffuso), il successivo è cantato in M1 (registro vocale dalla qualità più "rotonda" e potente); l'inciso dopo lo special è invece da lei cantato prima in modalità M2 e successivamente in M1. Questo modo di interpretare il brano - oltre a denotare una notevole e solida tecnica vocale - a livello interpretativo è in genere molto efficace, poiché permette di dare differenti "colori", differenti dinamiche al brano e di costruirlo in maniera graduale, raggiungendo un climax espressivo solo verso la fine della canzone.


M2 (meccanismo laringeo M2): si tratta di un registro vocale anche definito “meccanismo leggero”, oppure più volgarmente “falsetto” o “voce di testa” (ingl.”head voice”). In tale registro vocale entra in azione il muscolo cricotiroideo, che permette il basculamento anteriorizzato della cartilagine tiroidea sulla cartilagine cricoidea e determina la tensione, l’allungamento e l’assottigliamento delle corde vocali, regolando la produzione dei toni acuti. In questo registro vocale a vibrare è quindi esclusivamente il bordo libero (o cover) delle corde vocali, ovvero lo strato più superficiale di esse. Tale registro viene definito anche “massa sottile” (Estill Voice Training), poiché qui la massa muscolare vibrante delle corde vocali è estremamente piccola: ciò significa che le corde vocali vibrano solo nella loro parte superficiale (cover) e che il muscolo vocale non prende parte alla vibrazione. Dal punto di vista timbrico il suono del M2 è chiaro e leggero, falsettato e armonicamente povero soprattutto nelle frequenze medio-gravi. Qui l’attacco utilizzato principalmente è quello simultaneo, consistente in un principio del suono pulito e morbido. Il meccanismo M2 può corrispondere inoltre alla qualità EVT detta Cry (qualora la laringe sia in posizione neutra), o alla qualità detta Sob (qualora la laringe sia in posizione bassa).


Il brano "Eppure Sentire" di Elisa è un buon esempio di utilizzo del meccanismo M2 con posizione della laringe alta (corrispondente alla modalità EVT detta Cry).



La prima parte del brano "Speechless", colonna sonora del film Aladdin scritta dal leggendario Alan Menkel e cantata da Naomi Scott è caratterizzato invece da un uso frequente dell'uso del meccanismo 2 con posizione bassa della laringe (corrispondente alla modalità detta Sob). La parte a cui mi riferisco va dall'inizio del brano fino alla fine del primo inciso circa (fino a minuto 1:07). Tuttavia in questa parte la cantante adotta talvolta anche una posizione della laringe più alta, e tende inoltre in alcuni punti verso il registro misto o il meccanismo 1.

  • Passaggio di registro: nel passaggio di registro le corde vocali "passano" improvvisamente da un registro vocale (ovvero da un meccanismo vibratorio) all’altro. Se i cantanti professionisti sono in grado di mascherare abilmente il passaggio di registro, nella voce non esperta questo risulta invece evidente e può portare talvolta a break vocali involontari, ovvero a brusche rotture del suono (ciò che chiamiamo "stecca"). Il passaggio di registro può tuttavia essere mascherato e "addolcito" con l’ausilio di una corretta tecnica vocale.

  • Le pliche vestibolari - o come vengono definite in gergo false corde vocali - sono delle spesse pieghe della mucosa cordale, poste a protezione delle corde (o pliche) vocali stesse (spesso definite corde vocali vere, in contrapposizione alle false). Nella loro posizione retratta, le pliche vestibolari fanno sì che le corde vocali vere vibrino liberamente. Capita però che le false corde vadano a costringere, a chiudersi sulle corde vocali vere: in tal caso si parla di “costrizione delle false corde”. Tale costrizione comporta a livello acustico una distorsione, uno sporcamento del suono della voce. La costrizione delle false corde vocali può avvenire in maniera del tutto involontaria o istintiva (ad esempio come reazione a una situazione di pericolo), ma tale meccanismo può anche essere appreso e di conseguenza utilizzato come effetto espressivo integrativo della performance vocale.


Nel brano di Ivano Fossati "E non finisce mica il cielo" (presentato al Festival di Sanremo del 1982) Mia Martini utilizza più volte tale tecnica, ad esempio in corrispondenza delle parole "vedo", "me", "se", "farà", "te".



Invece nel brano di Ivano Fossati "Dedicato" l'artista Loredana Bertè utilizza questa tecnica quasi continuativamente.


  • Registro misto: nel passaggio dai toni più gravi ai più acuti, alle dinamiche di maggior tensione del muscolo tiroaritenoideo interno (che entra in azione nel M1, gergalmente definito “voce piena”) subentrano gradualmente dinamiche di maggior tensione del muscolo cricotiroideo (che entra invece in azione nel M2, gergalmente definito “falsetto”). Il registro misto consiste quindi in un delicato equilibrio tra competenze muscolari: quando non si riesce a modulare bene questo passaggio, si verificano dei break vocali.


Il brano "Come Saprei" di Giorgia è a mio avviso un brillante esempio di registro misto.



Quando si parla di canto e di esempi vocali positivi come non citare la nostra Mina nazionale? Dovrei scrivere un capitolo apposito, ma scelgo di citare la sua "Volami nel Cuore" come brillante esempio di registro misto (e non solo).

Ormai mi sono fatta prendere la mano, e voglio citare un'altra artista femminile indubbiamente fra le più grandi della sua epoca: Barbra Streisand.

Cito la sua "People" tratta dal musical "Funny Girl": anche in questo caso si tratta di un meraviglioso esempio di registro misto. E non solo...


  • Scream (lett. “gridare”): tecnica vocale estrema affine al growl che consiste invece in un suono stridulo e acuto, in quanto viene eseguito a laringe elevata e con la vibrazione delle aritenoidi, delle pliche ariepiglottiche e dell'epiglottide con riduzione del diametro trasverso del vocal tract. Viene generalmente utilizzato in generi come il metal e l'hard rock.

  • Speech: si tratta di una qualità vocale Estill Voice Training (EVT), altrimenti denominata “voce modale” dagli scienziati della voce. Si può ascoltare nel parlato di tutti i giorni. Fisiologicamente è caratterizzato da una massa cordale spessa, dalla presenza dell’attacco glottale, da una posizione della laringe e della lingua media e dal velo palatino (palato molle) alto. Tale qualità rende meglio nella parte più grave dell’estensione vocale e non è esteticamente piacevole nel range più acuto. Nell‘esecuzione dello speech l’eccessiva pressione glottica e la mancata retrazione delle false corde possono inoltre causare un eccessivo sforzo vocale, che potrebbe condurre all’insorgere di lesioni cordali.Nell'esecuzione dello speech l'eccessiva pressione glottica e la mancata retrazione delle false corde possono inoltre causare un eccessivo sforzo vocale, che potrebbe condurre all'insorgere di lesioni cordali.

In "Oggi sono io" Alex Britti utilizza quasi esclusivamente questa qualità vocale (ad eccezione delle note più acute dell'inciso (nelle quali utilizza il meccanismo 1 e il registro misto).


Anche il brano "Ho Imparato a Sognare" dei Negrita nella versione di Fiorella Mannoia è un buon esempio di speech, lo stesso vale per "Anna e Marco" del grandissimo Lucio Dalla.



Sob: Qualità vocale Estill Voice Training (EVT).Dal punto di vista timbrico consiste in un suono morbido e scuro che ricorda un pianto sommesso, silenzioso e trattenuto. A livello fisiologico si ottiene attraverso un più o meno importante abbassamento della laringe, l’inclinazione della cartilagine tiroidea e la retrazione delle pliche vestibolari, oltre che con una massa cordale sottile. Una variante del sob è il cry, che si differenzia da esso per una differente posizione della laringe nel collo: dal punto di vista acustico anche il cry ricorda il pianto, ma esso è più chiaro timbricamente rispetto al sob, perché in esso la laringe si trova in una posizione più alta.


Il brano "Sweet Love" cantato da Anita Baker è un perfetto esempio di utilizzo della qualità vocale del sob. Nel suo caso il sob si unisce spesso all'utilizzo del twang

(vedi sotto).



Il sob era la modalità espressiva dominante anche di uno dei migliori artisti che l'Italia abbia mai avuto: l'immortale Domenico Modugno. Ascoltando la sua "Volare" si nota come canti spesso in questa modalità.

  • Surmenage: per surmenage vocale si intende una produzione vocale eccessiva. Anche in caso di corretta tecnica vocale, il surmenage può causare l'insorgere di patologie vocali.

  • Twang: qualità vocale Estill Voice Training (EVT), è caratterizzata dalla contrazione dello sfintere ari-epiglottico, postura che crea un restringimento dello spazio epilaringeo, che quindi agisce come risuonatore ulteriore e distinto; in questa qualità il tratto vocale è molto piccolo a causa della laringe e della lingua, entrambe alte. Il twang corrisponde a ciò che nella didattica viene definito “penetranza”: non a caso, esso è caratterizzato a livello timbrico da un suono estremamente squillante e penetrante, ricco di armoniche medio-alte. Se twang e sob vengono abbinati all’interno di una performance vocale, a livello acustico ciò che risulterà sarà una buona portanza della voce del cantante.

Uno dei più magistrali esempi di twang è il brano "Think", cantato dalla leggendaria Aretha Franklin: nella prima parte del brano la cantante utilizza il twang soprattutto nelle note più acute del ritornello (come in corrispondenza della parola "freedom"); mentre a partire dalla seconda strofa in poi lo utilizza praticamente sempre, ottenendo il suo caratteristico suono acidulo e tagliente.


  • Vibrato: il vibrato è un abbellimento che nasce da fluttuazioni nel tempo della frequenza e dell’intensità della voce. Nell’esecuzione del vibrato è possibile individuare due tendenze principali e opposte: il vibrato a bassa frequenza, ovvero quello ampio e largo (talvolta considerato inestetico nel canto lirico e assimilabile al “ballamento di voce”) e il vibrato ad alta frequenza, ovvero “stretto” e assimilabile a un tremolo, talvolta talmente eccessivo da essere definito anche “voce caprina”. Il vibrato a frequenza intermedia è invece tipico del cantante esperto che ha appreso un equilibrato e tonico controllo della respirazione oltre che una discreta scioltezza di articolazione laringea, mandibolare, linguale e labiale.


Non credo siano necessari esempi musicali di vibrato, ma allego comunque due brani (uno cantato da Stevie Wonder e l'altro da Donny Hathaway) nei quali a mio parere l'utilizzo del vibrato rende tutto più magico.




  • Vocal fry (meccanismo laringeo M0): (vocal fry, lett. “frittura vocale”): si tratta del suono più grave dell’estensione vocale. Questo registro vocale è caratterizzato da una massa cordale accorciata, spessa e lassa. Dal punto di vista didattico il vocal fry può essere utilizzato per saggiare lo stato di viscosità delle corde vocali e per pulirle da eventuali depositi di muco. Una corretta esecuzione del vocal fry (la quale prevede una retrazione delle false corde) è inoltre un indicatore di salute vocale.


Nello standard jazz "If I Should Lose You" Carmen McRae utilizza il vocal fry anche come in maniera espressiva all'interno del brano, ad esempio in corrispondenza dei termini "should", "mourning", "with you beside me", "and I" e infine "in vain".


Breve Bibliografia del Glossario

Manuali e articoli didattici

Estill Voice Training Livello Uno, 2012 Estill Voice International.

Estill Voice Training Livello Due, 2012 Estill Voice International.

Franco Fussi, L’attacco vocale e il Filato, Voce Artistica, articoli didattici.

Franco Fussi e Sarah Jane Ghiotti, Il canto tra terminologia e didattica, Voce Artistica, articoli didattici.

Franco Fussi e Sarah Jane Ghiotti, Il canto tra terminologia e didattica Parte II, Voce Artistica, articoli didattici.

• Silvia Magnani, Io Canto, Franco Angeli Editore Milano, 2011.

Corsi

Il Mix e le contaminazioni nel canto, masterclass “La Voce Artistica”, svoltasi il 19 e 20 Settembre 2014 presso Villa Bertelli (Forte dei Marmi).

Ali & Abissi, masterclass tenuta dalle docenti Erika Biavati ed Eleonora Bruni il 2 e 3 Maggio 2015 a Pesaro.

"Fisiopatologia dell'esecuzione vocale", corso semestrale tenuto dalla Foniatra Roberta Vannucchi presso il Conservatorio "Pietro Mascagni" di Livorno (2016), all’interno del corso di laurea triennale in Canto Jazz.

I meccanismi laringei nella fisiologia dei registri e nella riabilitazione, tavola rotonda sulla Voce Artistica tenutasi il 30 settembre 2017, nell’ambito del XXXVI Congresso del SIAF (Società Italiana Audiologia e Foniatria), presso il Centro Didattico Politecnico S. Maria alle Scotte di Siena.

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