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Breve introduzione alla musica brasiliana del XX secolo (bossa nova & samba)

Aggiornamento: 9 lug 2023


Misturando Musica Brasiliana e Canto Posturale


Questo articolo è parte di una ricerca più ampia, nella quale ho esplorato le varie sfaccettature della vocalità nella musica brasiliana. Tale ricerca verrà presto pubblicata nella seconda edizione del libro "Metodo di Canto Posturale" di Beatrice Sarti, una delle mie docenti di canto oltre che collaboratrice.


Nella mia ricerca (scritta appunto per il libro), oltre a descrivere la mia esperienza con il Canto Posturale ho deciso di analizzare i diversi tipi di vocalità presenti nella musica brasiliana, genere che canto e che amo particolarmente: oltre ad analizzare le varie forme di canto presenti nella MPB, ho inoltre suggerito alcuni esercizi utili per ciascun repertorio (bossa nova, samba ecc).


Nel 2021 ho vinto una borsa di studio di un anno per lo studio del Canto Posturale: oltre ad aver vinto alcune lezioni private con Beatrice, ho condotto sotto la sua supervisione alcuni laboratori gratuiti riservati ai suoi allievi. In questi incontri di studio, ricerca e sperimentazione abbiamo approfondito vari aspetti del canto e abbiamo individuato le peculiarità di vari generi musicali, sia dal punto di vista musicologico (studiando ad esempio il contesto culturale di appartenenza di un genere o di un artista) sia dal punto di vista prettamente musicale (ad esempio mediante l'esecuzione di alcuni esercizi di body percussion, volti a interiorizzare ritmi differenti).


Essendo io una cantante di estrazione jazzistica con una grande passione per la bossa nova e la musica brasiliana in generale, abbiamo deciso di cominciare il nostro lavoro di ricerca applicando il Canto Posturale proprio alla cosiddetta Música Popular Brasileira (MPB), la musica popolare brasiliana. Nei nostri incontri abbiamo quindi spaziato fra bossa nova, samba, samba-funk e canzoni brasiliane più attuali. Trattandosi di generi relativamente poco conosciuti in Italia, nei nostri incontri (prettamente pratici) ho però ritenuto importante fare un'introduzione sulla storia della musica brasiliana, poiché sono fermamente convinta che la pratica di questa musica non possa prescindere dalla conoscenza dei suoi principali interpreti, oltre che della sua storia, lingua e cultura.

Dopo i nostri laboratori ho deciso di mettere per scritto l'introduzione fatta a voce (mediante l'uso di un Power Point) nei nostri laboratori. Nel paragrafo successivo tenterò quindi di individuare alcuni punti salienti nella storia della MPB, fornendo (in maniera non filologica) alcuni spunti per l'approfondimento. Farò inoltre una comparazione fra i diversi stili di canto esistenti nella musica brasiliana, ponendo a confronto in particolare vocalità samba e bossa nova.



Infine, riporterò le osservazioni emerse durante il workshop “Musica Brasiliana e Canto Posturale” condotto da me e Beatrice, nel quale abbiamo applicato degli esercizi del Metodo a dei brani brasiliani (fra questi, i classici Chega de Saudade e Mas Que Nada). Poiché non ritengo che questa mia breve introduzione possa essere in alcun modo esaustiva, ho inserito alla fine del paragrafo la bibliografia e la videografia sulla quale mi sono basata, sperando che per i lettori più appassionati possa essere uno spunto per l'approfondimento.


Per coloro che desiderano approfondire e avere delucidazioni in merito alla terminologia tecnica utilizzata nel paragrafo successivo, consiglio la consultazione della sezione “Voice Educator” del mio sito www.serenaberneschi.com, nel quale ho caricato gran parte del materiale teorico che utilizzo nella mia attività didattica. Per i più curiosi raccomando inoltre la lettura dell'articolo “Compendio fisiologico e percettivo di tecnica vocale” presente sul mio blog.


In relazione al paragrafo successivo (nel quale delineo brevemente i tratti più rilevanti della musica brasiliana del secolo scorso sino ai giorni nostri) desidero ringraziare per la lettura, il supporto e i preziosi consigli alcune persone a me care: fra questi vi sono amici “profani” (la cui opinione si rivela tavolta più importante di quella di molti esperti), cantanti e musicisti, profondi conoscitori e amanti della musica brasiliana e compagni di musica dal “coração brasileiro” (come il mio del resto!). Grazie a Gianluca Grisafi, Israel Barroso, Barbara Casini, Gianni Rubolino, Maurizio Cito, Piergiorgio Licordari, Fausto Mella, Michela Kramer Rodoni, Anna Romaldini. Ringrazio ovviamente anche Beatrice Sarti per aver creduto in me, per avermi spinta a intraprendere questa interessante ricerca e averla voluta inserire nel suo libro.


La ricerca integrale (della durata di circa 20 pagine) uscirà quest'autunno nella seconda edizione del libro “Metodo di Canto Posturale” di Beatrice Sarti. Ho tuttavia deciso di pubblicare sotto forma di articolo del mio blog questa breve introduzione alla musica brasiliana del XX secolo, poiché ritengo che questa musica meravigliosa meriti di essere conosciuta di più, nel nostro Paese e nel mondo intero.


Prima di iniziare la lettura dell'articolo vi consiglio anche la visione del seguente video, una sorta di intervista ad un amico e "parceiro" brasiliano realizzata durante la pandemia: nel video parliamo di musica brasiliana e di jazz, ovviamente suonando alcuni brani per noi particolarmente significativi.






Jazz cool e samba quente




In questo articolo divulgativo (volutamente circoscritto al XX secolo e alle forme musicali sviluppatesi a Rio de Janeiro) desidero innanzitutto evidenziare come le strade del jazz e della MPB si siano più volte incontrate, e come i due generi si siano reciprocamente influenzati. Per una strana coincidenza, il 1917 fu una data spartiacque per entrambi i generi: in quell'anno venne infatti inciso sia quello che è considerato il primo samba (ovvero Pelo Telefone, del compositore afro - brasiliano Donga, brano che ha in realtà un ritmo più simile a quello che oggi definiremmo maxixe), sia quello che si considera il primo disco di jazz (ovvero Livery Stable Blues, inciso dalla Original Dixieland Jazz Band, un gruppo di italo-americani di New Orleans capitanati dal cornettista Nick La Rocca).


Primo samba
Dalla mia presentazione, svoltasi durante il seminario online

Storia del jazz
Dalla mia presentazione, svoltasi durante il seminario online

Basterebbe questo caso fortuito (unito al fatto che se il primo compositore di samba era nero, la prima jazz band ad aver inciso era bianca) a dare il via a una approfondita discussione di carattere musicologico e sociologico, ma non è questa la sede. Ciò che mi interessa sottolineare è come anche più tardi - a metà anni Cinquanta per l'esattezza - il jazz (e in particolare le sofisticate armonie del cosiddetto cool jazz) abbia influenzato il nascente movimento della bossa nova: basti pensare che l'album "Julie Is Her Name" (1955) divenne presto un disco-culto fra i giovani compositori brasiliani, soprattutto grazie al raffinato accompagnamento chitarristico di Barney Kessel, che nel disco forniva un perfetto sostegno alla suadente voce di Julie London in brani come Cry Me a River.



Le complesse armonie jazzistiche (contrapposte alle armonie estremamente scarne del samba) influenzarono anche il cantante e chitarrista João Gilberto (1931-2019), il quale potrebbe essere definito (oltre a uno dei maggiori innovatori della chitarra brasiliana nel XX secolo), anche l'inventore della bossa nova e il maggiore interprete di tale stile. Nato a Juazeiro (Bahia), arrivato a Rio de Janeiro nel 1950 in veste di lead vocalist del gruppo vocale radiofonico Garotos da Lua (da cui fu presto espulso per la sua indisciplina), il successo per lui arrivò solo alcuni anni più tardi: nel corso degli anni Cinquanta Joãozinho – così lo chiamavano gli amici più cari – si dedicò quindi in maniera quasi ossessiva alla ricerca di uno stile musicale assolutamente personale e riconoscibile. Riuscì nel suo intento, e nel 1959 – anno della pubblicazione di “Chega de Saudade”, suo disco d'esordio targato Odeon – la sua innovativa batida chitarristica e la sua voce vellutata iniziarono a influenzare intere generazioni di musicisti brasiliani e non solo.


C'è da dire che João Gilberto aveva iniziato a farsi un nome a Rio già prima del 1959. Già da tempo infatti circolavano nell'ambiente musicale carioca dei nastri amatoriali del giovane chitarrista- cantante: si trattava di registrazioni incise alla buona nei salotti di amici, ma che ben facevano intuire il talento del giovane baiano. Prima ancora di registrare l'album che lo avrebbe consacrato, João divenne così l'idolo di una turminha di giovani musicisti della “Zona Sul” di Rio de Janeiro, i quali erano soliti ritrovarsi nell'appartamento di Copacabana della famiglia della allora adolescente cantante e chitarrista Nara Leão (1942-1989). Situato sulla Avenida Atlântica, l'appartamento di Nara – in seguito divenuta nota come “musa della bossa nova” per via della sua bellezza acqua e sapone – fu quindi verso la fine degli anni Cinquanta un punto di ritrovo fondamentale per i compositori del nascente movimento: tra i frequentatori abituali si citano Carlos Lyra, Roberto Menescal, Ronaldo Bôscoli e Luiz Eça.


Storia della bossa nova
Dalla mia presentazione, svoltasi durante il seminario online

Sicuramente per la turminha fu una rivoluzione poter ascoltare il loro idolo su disco, quando “Chega de Saudade” finalmente uscì nel 1959 (preceduto di alcuni mesi da un 78 giri sempre targato Odeon). Ma è bene sottolineare che la prima apparizione ufficiale di Gilberto su disco ebbe luogo un anno prima (per la precisione nel maggio 1958): allora egli suonò la chitarra nel disco Canção do amor demais della cantante Elizete Cardoso, all'epoca fra le maggiori interpreti di samba-canção.

Nel disco – pubblicato dalla etichetta Festa e composto esclusivamente da samba-canções di Antônio Carlos Jobim e Vinícius De Moraes – Gilberto era ciò che oggi chiameremmo un “turnista”: in quell’occasione accompagnò la cantante in due tracce, Chega de saudade (nella quale registrò anche i cori) e Outra vez. Si trattava di pochi minuti di musica – in un disco che tra l'altro non ebbe molto successo – ma che furono sufficienti a dimostrare a tutti che qualcosa nel mondo della musica popolare brasiliana stava cambiando.


Bossa nova e samba
Dalla mia presentazione, svoltasi durante il seminario online

Ascoltando la traccia Chega de Saudade non si può non notare una differenza abissale fra lo stile di canto di João e quello di Elizete Cardoso: qui la vocalità giovanile, delicata e asciutta di João (che ben si impasta con quella di Tom Jobim e Walter Santos, che insieme a lui incisero le armonie vocali) si scontra con quella robusta, potente e impostata di Elizete. Si racconta che João non mancasse di rimproverare la vocalist – allora già affermata a livello nazionale, tanto da essere stata soprannominata la “Divina” da De Moraes – criticandola per il suo modo di cantare (a detta sua troppo vecchio stile e artefatto); ma Elizete non prestò molta attenzione ai consigli dell'impertinente baiano.



Finalmente pochi mesi dopo (per la precisione nel luglio del 1958), João Gilberto entrò in studio come solista, per incidere le due tracce che avrebbero poi costituito il suo primo 78 giri. Jobim in persona si occupò della direzione artistica e degli arrangiamenti: Gilberto ricambiò il favore incidendo – oltre al suo inedito Bim Bom, riportato sul lato B del disco – la già citata Chega de Saudade, che divenne così il perfetto manifesto della bossa nova. Dopo quel minuto e cinquantanove secondi (questa la durata della traccia, riportata sul lato A del disco) niente nella storia della musica popolare brasiliana sarebbe più stato come prima: dopo un incerto inizio (dovuto forse agli scarsi passaggi radiofonici del brano), João riscosse un successo clamoroso e divenne in breve tempo il chitarrista più ricercato e ammirato di tutto il Brasile.



Il modo di suonare la chitarra di João Gilberto – che voleva riproporre il ritmo dell' ancheggiare delle lavandaie di Juazeiro, sua città natale – è qualcosa di davvero difficile da spiegare a parole: è insieme tesi e antitesi, immanente e trascendente, avanguardia musicale e perfetta sintesi ritmica del samba, pur essendo l'inizio di qualcosa di assolutamente nuovo. Anche il suo modo di cantare è innovativo: João canta baixinho, cioè a basso volume, con una qualità vocale delicata e soffusa, priva di vibrato e di abbellimenti virtuosistici, diversamente da quanto facevano i cantanti di samba-canção e di bolero più in voga all'epoca. É quasi impossibile non percepire nella voce di João l'eco di quella di Chet Baker (all'epoca giovane promessa del nascente cool jazz); tuttavia, nonostante il fascino che il giovane baiano nutriva per i crooner americani, egli fu molto di più che una sbiadita imitazione. “Il primo cantante adatto a riproporre questa nuova musica, l’interprete genuino, la voce giusta della modernità apparentemente semplice e lineare, colma di nuove armonie e inedite sonorità”: con queste parole il giornalista e critico musicale Gildo de Stefano definì a ragione João Gilberto.

Joao Gilberto e la bossa nova
Dalla mia presentazione, svoltasi durante il seminario online

In perfetto equilibrio fra tradizione ed innovazione, nel repertorio di João si incontrano classici di compositori della vecchia guardia come Ary Barroso e Dorival Caymmi (É luxo só, Morena Boca de Oro, Doralice, Rosa Morena); standard americani ed internazionali, talvolta tradotti (come Trêvo de quatro folhas); inediti da lui scritti, spesso costituiti da nomi onomatopeici ed improbabili (fra questi, Hô-bá-lá-lá e Bim bom) e brani di compositori emergenti come Carlos Lyra e Ronaldo Bôscoli (si citano a questo proposito Lobo Bobo, Saudade Fez Um Samba, Se é tarde me perdoa). Ma João Gilberto non avrebbe mai potuto diventare “O Mito” – nomignolo tradizionalmente usato dai suoi connazionali, che ben rende l'idea della sua importanza come musicista – senza l'apporto di due personaggi altrettanto leggendari (ai quali ho già accennato): il pianista e compositore Antônio Carlos detto “Tom” Jobim (1927-1994) e il poeta e paroliere Vinícius de Moraes (1913-1980), la cui parceria – fra le più prolifiche della MPB – produrrà fra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta alcune delle più belle pagine della storia della musica brasiliana.


Bossa nova: Tom Jobim e De Moraes
Dalla mia presentazione, svoltasi durante il seminario online

All'inizio degli anni Sessanta la moda della bossa nova era ormai lanciata (anche grazie a un leggendario concerto-manifesto tenutosi nel 1962 alla Carnegie Hall di New York): nel corso del decennio tale genere conquistò così gli Stati Uniti e il mondo intero. Molti jazzisti (fra questi, il tenor sassofonista Stan Getz e il chitarrista Charlie Byrd) si innamorarono della saudade della bossa nova, e ben presto molti di loro cominciarono a incidere brani brasiliani, decretando la nascita del cosiddetto “latin jazz” (con risultati peraltro non sempre ammirati dai compositori brasiliani, come dimostra il sarcastico testo del brano In fluência do Jazz di Carlos Lyra). Ma il sodalizio fra jazzisti americani e musicisti brasiliani era destinato a durare, dando buoni frutti: basti pensare che nel 1964, il disco “Getz/Gilberto” – inciso da Jobim e Gilberto, oltre che da Stan Getz e dalla allora esordiente moglie di João, Astrud Gilberto – scalò le classiche, arrivando a contendersi la top chart persino con i Beatles, all'epoca astri nascente del pop mondiale.

Nel corso degli anni Sessanta, gli omaggi alla bossa nova in ambito jazzistico divennero sempre più usuali (e lo sono ancora oggi): basti pensare che – secondo alcune fonti – Tom Jobim è in assoluto il compositore più registrato dai musicisti di jazz. E ciò non stupisce.



A Felicidade, Águas de março, Agua de Beber, Chega de Saudade, Chovendo Na Roseira, Corcovado, Correnteza, Desafinado, Dindi, Eu Sei Que Eu Te Amar, Garota de Ipanema, Insensatez, Lamento No Morro, Ligia, Meditação, Por Causa de Você, Retrato em Branco e Preto, Sabiá, Samba de uma Nota Só, Se Todos Fossem Iguais a Você, Triste, Wave: questi sono solo alcuni degli immortali brani scritti dal compositore, arrangiatore e orchestratore carioca. Come se non bastasse, molti dei brani citati furono da Jobim composti in parceria con musicisti e parolieri illustri come Vinícius de Moraes, Chico Buarque, Dolores Duran, Aloysio de Oliveira, Luiz Bonfá e Newton Mendonça.


Brazilian Jazz
Dalla mia presentazione, svoltasi durante il seminario online

La bossa nova, punta di diamante di un periodo economico e culturale particolarmente florido per il Brasile (il quale sarebbe bruscamente terminato con il golpe del 1964 e l'instaurarsi della dittatura militare protrattasi fino gli anni Ottanta) ebbe un'importanza fondamentale per la musica brasiliana: basti pensare che “Chega de Saudade” - il già citato disco d'esordio di João Gilberto - è oggi citato come fonte primaria di ispirazione da una moltitudine di compositori e musicisti contemporanei, quali Chico Buarque, Gal Costa, Gilberto Gil, Guinga, Jorge Ben Jor, Ivan Lins, Edu Lobo, Carlos Lyra, Roberto Menescal, Sergio Mendes, Joyce Moreno, Milton Nascimento, Rosa Passos, Toquinho, Marcos Valle, Caetano Veloso e molti altri.


Persino movimenti musicali sviluppatisi in seguito, che apparentemente sembravano voler contrastare la bossa nova e rompere con la tradizione della MPB (nata proprio come continuazione della bossa nova stessa) nutrivano in realtà un rispetto reverenziale per João Gilberto e si ispirarono ampiamente alla bossa nova.

Il brano "Saudosismo" di Caetano Veloso mette in luce come la bossa nova lo abbia ispirato: lo stesso della canzone è infatti costituita da titoli e testi di canzoni bossa, quali Chega de saudade, Desafinado, Lobo Bobo, Quinta-feira de Cinzas e molti altri.


Ma è bene specificare che la bossa nova non è che la punta dell'iceberg di una tradizione musicale ben più ricca e variegata: tale stile non può quindi essere rappresentativo dei gusti musicali dell'intera popolazione brasiliana, poiché è in realtà l'espressione musicale della sola classe media borghese. La poetica della bossa nova è ben rappresentata dal verso "O Amor, o sorriso e a flor" (contenuto nella canzone Meditação di Jobim): essendo un movimento costituito per lo più da giovani musicisti desiderosi di rompere con una musica tradizionale troppo artefatta e melodrammatica (di chiara ispirazione operistica), la bossa nova canta quindi la dolcezza e la tenerezza dell'amore, un amore giovanile e pieno di poesia, lontano dalle problematiche quotidiane degli abitanti del morro carioca.

O amor, o sorriso e a flor
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Al contrario, il samba ha invece - come abbiamo visto - origini ben più prosaiche, antiche

ed umili, poiché si sviluppa all'inizio del XX secolo nel morro, ovvero nelle colline carioca

(quelle stesse colline oggi tristemente note per la presenza di favelas). Come recita una

celeberrima canzone del 1952 di Zé Keti (1921-1999) sambista carioca: "Eu sou o samba, a voz do morro sou eu mesmo sim senhor..." E ancora: "Eu sou o samba, sou natural daqui do Rio de Janeiro ...".


Questa canzone, che ben incarna la quintessenza dell'anima carioca, ci apre però ad una ulteriore questione, di certo troppo difficile per essere discussa approfonditamente in questa sede: ma il samba, la “voz do morro” è veramente nato a Rio? É così, almeno a quanto ci dicono i libri di storia: infatti, la stessa parola samba cominciò ad essere utilizzata nella città del Cristo Redentore. Ma essendo un crogiolo di razze e culture, la “cidade maravilhosa” ha inevitabilmente subito l'influenza di molte altre tradizioni, le quali hanno plasmato e influenzato anche il samba, genere musicale ormai considerato a livello mondiale un inestimabile patrimonio culturale e artistico (tanto che l'UNESCO ha definito il samba de roda, sottogenere del samba, “bene immateriale dell'umanità”).


samba carioca
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Fra le tradizioni che maggiormente hanno contribuito alla nascita del samba, non si può non menzionare Bahia: sulle origini del samba le caratteristiche tie baiane (le quali spesso erano anche trasmettitrici di cultura popolare e sacerdotesse di culti di derivazione africana, come il candomblè) emigrate a Rio all'inizio del secolo scorso influirono non poco, tant'è che la loro importanza è approfondita da più fonti.




Il Samba delle benedizioni (qui sopra postato nella versione italiana di Sergio Endrigo) mette fra l'altro in luce un'ulteriore interessante tematica: è infatti bene sottolineare che se il movimento della bossa nova fu essenzialmente bianco (pur influenzando giovani compositori afro-brasiliani come Gilberto Gil, Jorge Ben Jor e Djavan), il samba fu invece un genere essenzialmente afro-brasiliano. Esistono però delle eccezioni: la più illustre è sicuramente quella rappresentata da Noel Rosa (1910-1937), sambista bianco proveniente da una famiglia borghese del quartiere carioca di Vila Isabel, il quale morì a soli ventisei anni di tubercolosi, lasciando un repertorio di oltre 250 composizioni.


Come spero avrete avuto modo di notare, la MPB ha tante storie da raccontare: sarebbe impossibile raccontarle tutte in questo breve approfondimento (che se ben ricordate, si pone comunque come obiettivo un'analisi dal punto di vista vocale). Tuttavia, mi auguro di essere comunque stata capace di tracciare delle utili linee guida anche dal punto di vista musicologico, che potranno per alcuni essere spunti per l'approfondimento.


Tom Jobim, Ary Barroso... musica brasliana
Dalla mia presentazione, svoltasi durante il seminario online

Il lavoro di ricerca avviato sulla musica brasiliana è solo uno dei settori ai quali il Canto Posturale può essere applicato con risultati notevoli. Nel corso dei nostri incontri, io e Beatrice ci siamo dedicate anche alla ricerca su vari altri stili di canto (legati in particolare al mondo della black music): per il futuro ci siamo ripromesse di continuare questo lavoro di ricerca, ampliando sempre di più lo spettro dei generi musicali ai quali il Canto Posturale può essere applicato. Come avete avuto modo di constatare, si tratta di un lavoro di ricerca e sperimentazione lungo e impegnativo, ma estremamente appassionante. Per cui, mi piace salutarvi non solo ringraziandovi per l'attenzione, ma anche assicurandovi che questo è solo l'inizio: d'altronde l'essere artisti e insegnanti implica anche l'essere eterni studenti e il continuare a scoprire cose nuove su questo meraviglioso mezzo che è la voce. Non ci resta quindi che dire: the best is yet to come, o meglio: o melhor está por vir!



Bibliografia Consigliata:

  • “Antônio Carlos Jobim. Una Biografia” - Sergio Cabral (Casa Dei Libri Editore, 2014)

  • “Around The Clock. Una breve storia della popular music” - Franco Fabbri (UTET, 2016)

  • “Chega De Saudade. Storia e Storie Della Bossa Nova” - Ruy Castro (Angelica Editore, 2017)

  • “La Pittrice di Suoni. Vita e Musica di Carmen McRae” - Serena Berneschi (96, Rue de-La-Fontaine Edizioni, 2020)

  • “Saudade Bossa Nova. Musiche, Contaminazioni E Ritmi Del Brasile” - Gildo de Stefano (Edizioni Lo Gisma, 2017)

  • “Se Tutto è Musica. Pensieri E Parole Dei Compositori Brasiliani” - Barbara Casini (Angelica Editore, 2012)

  • “Storia del Jazz” - Ted Gioia (traduzione italiana a cura di Francesco Martinelli, EDT, 2013)

  • “Verità Tropicale. Musica e Rivoluzione Nel Mio Brasile” - Caetano Veloso (Edizioni Sur, 2019)


Videografia consigliata:

  • “Bossa Nova: The Sound The Seduced The World” (2008, TBC)

  • “Coisa mais linda: Histórias e casos da Bossa Nova” (Paulo Thiago, 2005 )

  • “Ele Era Assim: Ary Barroso” (Angela Zoé, 2019, Original Globo Play)

  • “O Canto Livre De Nara Leão” (Renato Terra, 2022, Original Globo Play)

  • “The Girl From Ipanema: Brazil, Bossa Nova and The Beach” (2016, BBC DOCUMENTARY)



Note

1 Música popular brasileira

2 Parte del testo del brano Vestito de Bolero di Dorival Caymmi.

3 Brasile, mio Brasile brasiliano, mio mulatto sornione, ti canterò nei miei versi... libera traduzione dell' incipit del celeberrimo brano Aquarela do Brasil di Ary Barroso, uno dei brani che meglio rappresenta la quintessenza della musica brasiliana.

4 Talvolta definito anche tango brasiliano, è una forma di danza a sua volta derivata da altre forme afro-brasiliane (fra cui il lundu) sviluppatasi a Rio de Janeiro nella seconda metà del XIX secolo.

5 Piccolo gruppo. Da turma, che in portoghese significa “gruppo”.

6 Sottogenere del samba (in parte assimilabile al bolero spagnolo) dal quale poi si svilupperà la bossa nova. Per quanto riguarda le tematiche affrontate, tale genere potrebbe essere paragonato alle cosiddette tourch songs americane (canzoni tristi e sentimentali che raccontano amori finiti o mai iniziati, caratteristiche del repertorio di artiste come Billie Holiday). Le maggiori interpreti di samba-canção - fra queste Maysa, Dolores Duran, Nora Ney e Ângela Maria, oltre alla già citata Elizete Cardoso - possedevano una vocalità molto melodrammatica e impostata, di chiara ispirazione belcantistica, agli antipodi rispetto alla vocalità intima e soffusa tipica della bossa nova.

7 Ruy Castro, Chega De Saudade. Storia e Storie Della Bossa Nova, Angelica Editore, 2017 (pagina 140).

8 Gildo De Stefano, Saudade Bossa Nova: musiche, contaminazioni e ritmi del Brasile, Prefazione di Chico Buarque, Introduzione di Gianni Minà, Logisma Editore, Firenze 2017.

9 Termine brasiliano che signica letteralmente “collaborazione”, ma che sottointende anche un rapporto di amicizia e vicinanza. Di conseguenza, parceiro significa sia “amico” che “collaboratore”.

10 Mi riferisco in particolare al movimento della Jovem Guarda sviluppatosi negli anni Sessanta in contrapposizione alla nascente MPB e al movimento di Tropicalia sorto negli anni Ottanta.

11 Io sono il samba, la voce della collina sono proprio io, sì signore... Io sono il samba, sono nativo di Rio de Janeiro...(libera traduzione)

12 In portoghese, “tia” significa “zia”.

13 Fra queste il già citato “Saudade Bossa Nova: musiche, contaminazioni e ritmi del Brasile” del giornalista e critico musicale Gildo de Stefano.

14 Perchè il samba è nato a Bahia / e se oggi è bianco nella poesia / se oggi è bianco nella poesia / è ben negro nel cuore (libera traduzione)

15 La speranza equilibrista / sa che lo spettacolo di ogni artista / deve andare avanti (libera traduzione del testo di O Bebado e A Equilibrista, cavallo di battaglia della cantante Elis Regina e vera e propria altra perla della MPB, composta da João Bosco e Aldir Blanc).


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